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Visualizzazione dei post da Marzo, 2018

Good Time - Recensione

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Connie (Robert Pattinson) e suo fratello Nick, affetto da ritardo mentale, rapinano una banca. Qualcosa va storto e Nick viene arrestato. Connie farà di tutto per farlo uscire di galera. Dietro agli asettici bagliori dello skyline newyorkese c’è un mondo parallelo abitato da gente che fa a pugni con la vita, e troppo spesso le prende. Quella stessa vita che scorre implacabile e trascina via con sé i rifiuti di una società dai meccanismi diabolici. Il film propone quindi una visione sociale pessimista e tanti personaggi borderline che impiegano il tempo trascorso fuori galera (detto good time), facendo di tutto per tornarci. I giovani fratelli-registi Josh e Benny Safdie ostentano talento e tanta musica elettronica e, se si esclude qualche manierismo (Scorsese docet) e un paio di grossolani snodi narrativi, gettano solide basi stilistiche per un instant cult.

Una donna fantastica - Recensione

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Santiago. Marina (Daniel per l’anagrafe) è una transessuale che convive col compagno Orlando, uomo divorziato di 57 anni. Alla morte naturale di quest’ultimo, inizierà per la giovane una lotta contro tutto e tutti, per veder riconosciuta la sua identità e i suoi diritti umani. Marina sarà costretta a scontrarsi con i troppi pregiudizi che purtroppo, da sempre, perseguitano le persone transgender. La donna si ritroverà a subire le conseguenze, fisiche e psicologiche, di una ghettizzazione sociale e istituzionale che l’ha etichettata come perversa e pericolosa. Quest’odio, però, non trae origine solo dalla diffidenza nei confronti del ‘diverso’, ma è radicato nella società e si nutre di stereotipi. A Marina è associata una connotazione prettamente sessuale, che suscita disprezzo e\o aggressività; in una parola: esclusione. Un’opera cilena, fresca vincitrice dell’Oscar al miglior film straniero, che vede tra i produttori il regista Pablo Larraín (Il club, Neruda, Jackie).

Lady Bird - Recensione

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Un film dalla forte componente autobiografica, che narra esperienze e luoghi della sua autrice: Greta Gerwig. La giovane artista, qui nel doppio ruolo di regista e sceneggiatrice, ci riporta nel 2002 nella città natale di Sacramento, per raccontarci la sua adolescenza. Il suo alter ego è Christine “Lady Bird” McPherson (brava Saoirse Ronan), giovane studentessa di una scuola cattolica, che vuole sfuggire alle frustrazioni della provincia. La ragazza è in costante e polemico scontro con la madre (eccellente Laurie Metcalf), le istituzioni e l’altro sesso.